Crea sito
 
 

Torna al sommario
Editoriale Savar- Rivista del Nursing in movimento
 

 

 

 

 

 

Nessuno è straniero nel nursing

Un impulso alla ribellione esplode dentro di noi in modo sempre più consapevole e rabbioso di fronte ad ingiustizie a volte palesi, a volte indecifrabili e nascoste.

 Giancarlo Brunetti

Ormai da alcuni mesi siamo bombardati da una campagna mediatica che enfatizza una società insicura, violenta, folle. Sembra che i valori della vita, non quelli generici a mio parere opinabili, ma quelli caratterizzati da qualità e dignità siano totalmente frantumati. I fatti di cronaca nera occupano le prime pagine a mostrarci una realtà fatta di disagio ed emarginazione, distogliendo la nostra attenzione dalle vere cause di malessere della nostra società.

Un impulso alla ribellione esplode dentro di noi in modo sempre più consapevole e rabbioso di fronte ad ingiustizie a volte palesi, a volte indecifrabili e nascoste.

Quello che lascia perplessi non è la corrispondenza di questi fatti alla verità, ma l’uso strumentale che ne consegue. Nuove, ma “vecchie”, parole d’ordine vengono gridate: “ordine e sicurezza”, controlli più severi, repressione, schedature con impronte digitali.

Identificare il problema nel diverso, nello straniero, è una semplificazione di una questione ben più complessa. L’Italia protesa nel mar Mediterraneo come una mano aperta a Sud all’Africa e all'Est europeo rappresenta il confine tra i paesi dell’occidente opulento e i paesi straziati da povertà e guerre, gli stessi paesi sulle cui risorse questa ricchezza si alimenta.

Ogni anno migliaia di persone, sfidando viaggi pericolosi e spesso mortali, testimoniano la voglia di costruire un futuro per sé e per i propri figli, non possiamo non possiamo negare loro questa possibilità solo negandone fisicamente l’ingresso.

Nessuno mette in dubbio il rispetto della legalità e della convivenza civile, ma non credo sia possibile ottenerli con azioni di polizia o con l’esercito.

Il villaggio globale condivide sempre più urgentemente i suoi problemi di sopravvivenza e giorno dopo giorno diventa più evidente l’incertezza per il futuro del pianeta.

Il modello dominante è quello che pone al centro l’economia con l’idea che lo sviluppo economico e l’accumulazione di capitale possa essere l’unico fattore che genera benessere, ma la realtà contraddice le intenzioni, le disuguaglianze sono aumentate esponenzialmente e con esse l’aspettativa di vita e di salute di milioni di persone. Seguendo un principio molto simile a quello dei vasi comunicanti i più poveri si spostano là dove la ricchezza si è concentrata, i flussi migratori tendono a ripristinare un equilibrio perduto o mai esistito.

Noi di Nursing in movimento abbiamo deciso di non rimanere neutrali, non ignoreremo le nostre  responsabilità verso la salute della comunità.

Oggi il fenomeno della migrazione interessa direttamente anche la nostra professione. Nim fin dal suo inizio ha posto attenzione a questo aspetto dell' infermieristica, al contempo critico e denso di opportunità.

Crediamo che conoscere esperienze e culture diverse e confrontarsi con esse non può che arricchire il nursing e potenziare la sua capacità di risposta verso i bisogni di salute.

Naturalmente non mancano i rischi dovuti a discriminazioni lavorative e culturali come pure alle falle del Servizio Sanitario Nazionale che permettono l’ingresso di un mercato speculativo molto promettente, quello dell’appalto di servizi infermieristici.

Personalmente penso che nessuno è straniero nel nursing” proprio perché i principi ed i valori alla base della nostra professione sono universali e parlano la stessa lingua.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Vauro