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Editoriale Savar- Rivista del Nursing in movimento
 

 

 

 

 

 

L'utopia rende possibile
il prossimo futuro

Giancarlo Brunetti

L’idea di una rete infermieristica transnazionale antineoliberista lanciata da Lorenzo Marvelli su Infermieri Eretici è un prospettiva eccitante.

Personalmente sto attraversando un momento molto contraddittorio nel quale ripenso a fondo e analizzo la realtà professionale e, più in generale, il contesto nel quale esisto.

E’ indubbio che i movimenti hanno subìto un processo di vaporizzazione dopo una stagione intensa ed emozionante; in parte imbrigliati dalla politica, in parte frammentati in mille fronti.

Nella storia naturale di tutti i movimenti c’è il momento del riflusso al quale non è detto debba succedere decadenza e morte, tuttavia si apre una breccia nel fronte della resistenza. Questa fase di debolezza è particolarmente appetibile al capitale il cui dominio non procede progressivamente, ma per strappi.

Ma torniamo all’infermieristica e alla possibilità di formare un fronte internazionale comune contro l’impero del mercato globale. Percepisco l’infermieristica italiana come un adolescente che ha appena acquisito autonomia e responsabilità, ma che non ha ancora chiaro il proprio futuro. Credo anche che tutte le teorie del nursing fin ora elaborate siano superate rispetto al nuovo scenario globale.

La soddisfazione dei bisogni di salute, concetto condiviso da buona parte delle teoriche, non tiene conto del concetto di salute, nella sua dimensione di diritto. Salute come bene immateriale primario dell’uomo che oggi viene posto in secondo piano rispetto alla tesi secondo la quale il profitto detta le leggi universali che regolano i rapporti tra gli umani e tra questi e la natura.

Pertanto penso che il nursing debba avere un ruolo e una competenza su tutti quei processi che possono essere potenzialmente dannosi alla salute. Questo vuol dire entrare nel merito di molte delle lotte aperte dai movimenti e che Lorenzo menzionava nel tuo scritto, “il cibo, l’acqua, l’educazione, l’informazione, la pace, ecc.”

Credo che valga la pena aprire un dibattito utilizzando “l’intelligenza collettiva” e la circolazione dei saperi e dei vissuti per costruire nuovi paradigmi per la nostra professione.

In questo senso sono convinto che serve l'aiuto dei popoli che vivono, in altri continenti, le drammatiche contraddizioni del mercato globale. Probabilmente lì troveremo energia per lottare ancora.

Lotta non violenta e che usi l'arma del "il linguaggio nelle sue molteplici forme e nelle sue molteplici possibilità per interrompere gli attuali processi di sviluppo capitalista”.

Per procedere in questa direzione potrebbe essere utile:

-         Elaborare un manifesto della rete infermieristica neoliberista

-         Mettere in comune le potenzialità comunicative dei siti infermieristici che si riconoscono nella rete per condividere e massimizzare le proposte, le azioni, le idee in essi espresse.

Ogni forma utopica rende possibile e concreto il prossimo futuro, per questo sono al fianco di Lorenzo su questa strada.

 

Giancarlo Brunetti