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Editoriale Savar- Rivista del Nursing in movimento
 

 

 

 

 

 

 

Nim, effimere/concretezze di un movimento

"Difendi il tuo diritto a pensare perché anche pensare in modo sbagliato
è meglio che non pensare..." Hypazia
 

Giancarlo Brunetti

Io penso che Nursing in movimento sia una piattaforma ampia e libera sulla quale si costruiscono ipotesi di pensiero e di azione, generate dall’interferenza reciproca di idee e soggettività che partendo da presupposti anche distanti siano comprensivi di una stessa visione del mondo possibile.

Un mondo visto attraverso la lente d’ingrandimento di chi per professione ascolta e riconosce i bisogni delle persone, ma che riesca ad analizzarlo guardando “oltre la siepe” della convenzione e del provincialismo.

Vedo in Nim un progetto di largo respiro, che si accresce nei sogni e nelle utopie soggettive per farsi, se coniugato, potente strumento culturale e politico contro ogni forma di mercificazione dei processi biologici vitali.

Per questo Nim rappresenta un piccolissimo granello nell’ingranaggio neoliberista, che insieme a mille altri granelli impasta il meccanismo.

Questi presupposti hanno dato vita a Nim, e credo che siano gli elementi che hanno avvicinato ognuno di voi, perché ognuno di voi ha riconosciuto parte di sé dentro Nim, parte della propria rabbia e della propria speranza.

Ma Nim non deve avere un dentro e un fuori, morirebbe se defisse i suoi confini.
Deve rimanere strutturalmente permeabile, luogo di discussione e costruzione attraversabile, dove ognuno può stabilire la propria residenza o solo migrare momentaneamente al suo interno, nursing in "movimento".

Dobbiamo rinunciare a regole definite, ad organigrammi, a strutture decisionali, ma allo stesso tempo dobbiamo tracciare una direzione, definire passo dopo passo un percorso, accettando tutti i rischi dei movimenti, così effimeri e potenti al tempo stesso.

Oggi Nim a distanza di nemmeno un anno dalla ricerca sugli infermieri migranti portata al congresso dell’AEC a Valencia è entrata con forza in una miriade di processi di costruzione. Percepisco la forza e la criticità del momento.

A Valencia abbiamo lanciato un messaggio pensando che nessuno l’avrebbe raccolto, oggi invece sono le reti dei movimenti che ci cercano e ci chiedono di esserci.

Vorremmo espandere questa capacità di analisi e denuncia a situazioni che evidenziano criticità dentro la professione e dentro il sistema sanità, aprendoci al confronto ed alla contaminazione di tanti che anche se non sanno di noi o non ci conoscono personalmente “sono noi”.