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Rivista
del Nursing
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Verso una campagna globale

per il diritto alla salute

  

di Giancarlo Brunetti

Assistiamo ancora ad una colpevole indifferenza e superficialità nelle istituzioni e associazioni infermieristiche italiane verso i temi di salute globale.

Nell’articolo “AIDS: da non dimenticare” apparso sul numero 10-2005 de ”L’Infermiere” l’impatto mondiale di HIV/AIDS sulle popolazione dei paesi in via di sviluppo, specialmente africani, viene trattato in modo sommario. Sarebbe stato opportuno ricordare le gravi negligenze dei paesi cosiddetti sviluppati e delle multinazionali farmaceutiche che non contribuiscono certo a migliorare l’equità d’accesso alle terapie antiretrovirali. I provvedimenti faticosamente concordati  durante l’ultimo summit dei G8 in Scozia, anche se insufficienti, non sono mai stati messi in atto.

Nella rivista della Federazione Nazionale non è stato messo in evidenza la grave carenza, a livello globale, di risorse umane per la salute tra cui quella infermieristica. Un elemento da non trascurare visto che secondo l’OMS la mancanza di personale sanitario qualificato è uno degli ostacoli più grossi per migliorare la salute e il benessere delle popolazioni per il millennio. La forza lavoro infermieristica costituisce la prima linea in molti sistemi sanitari ed è ritenuta essenziale per fornire cure sicure ed efficaci.

Varie esperienze nel mondo hanno dimostrato che per combattere la pandemia da Hiv, oltre alla corretta somministrazione dei trattamenti, è fondamentale intervenire su stili di vita e comportamenti con l'educazione sanitaria. Gli infermieri e altre figure tradizionali adeguatamente addestrate possono realizzare questo obiettivo. Una originale ed efficace soluzione è stata sperimentata con successo ad Haiti coinvolgendo operatori sanitari e tradizionali guaritori appartenenti alle comunità, a dimostrazione che i programmi orizzontali con la partecipazione e il coinvolgimento della popolazione sono più efficaci di interventi costosi e centralizzati.

Uno degli obiettivi più impegnativi del terzo millennio è vincere la povertà, questo si può fare anche migliorando la salute delle persone a livello globale.

Il Movimento dei popoli per la salute (PHM) ha lanciato a dicembre 2005 una Campagna globale per il diritto alla salute e l’assistenza sanitaria (vedi articolo su Savar) che abbraccia molti temi cruciali. Noi di Nursing in movimento crediamo che sia necessario il contributo degli infermieri e delle professioni sanitarie a questo progetto.

In particolare credo che già da domani Nim possa iniziare a lavorare su alcuni temi prioritari. Un contributo del nursing al diritto alla salute può essere realizzato attraverso:

  1. Infermiere di famiglia e di comunità: dare forza ad un area del nursing che enfatizza la prevenzione delle malattie e la promozione alla salute, agendo sui determinanti economici, sociali e ambientali della salute e sull’empowerment delle comunità.
  2. Nursing transculturale: Implementare la conoscenza e  il rispetto delle culture in particolare nelle emergenti problematiche in ambito materno-infantile.
  3. Infermieri migranti: analizzare e intervenire per contrastare la fuga di personale infermieristico (soprattutto dall’Est europeo) con l’indebolimento dei sistemi sanitari d’origine, stringere un patto di solidarietà con questi lavoratori.
  4. Difesa delle fasce più deboli della popolazione: analizzare ed intervenire in ambiti critici per i diritti: salute mentale, HIV/AIDS, anziani, ecc.

Su questi temi intendiamo realizzare delle iniziative che possano coinvolgere il maggior numero di persone, aprire un dibattito ampio e partecipato con voi in modo da far entrare nell’agenda politica del movimento di lotta per il diritto alla salute l’azione di Nursing in movimento.